Miss Satin Perfect
Vivaldi, Marina Rei e Giuliacci
E’ lei: la mezza stagione. Quella che la maggior parte di voi crede non esista più. Lei, che ha preso il posto della famiglia, nelle conversazioni in ascensore o in taxi. Lei, una leggenda che vive nelle nostre menti grazie all’opera di Vivaldi. O Marina Rei. Caldo-freddo-vento-sole-pioggia-grandine si alternano tra loro alimentando, a suon di previsioni, le incertezze, già presenti nella mia natura di donna, circa il dress code giornaliero. E’ lei ed è qui. Quindi per favore smettete di lamentarvi e godetevela prima che tra il sommo stupore senta qualcuno, i primi di luglio, esclamare “Oh, che caldo”.
E approfittatene per indossare il vostro trench, prima che sia troppo tardi.
Direzione altare
“L’unico motivo per cui potrei prendere in considerazione l’idea di sposarmi porta il nome di Vera Wang”
#sapevatelo
Si, mi voglio bene
Visto che siamo in tema: io mi sposerò in Vera Wang #sapevatelo
Happy b-day W.
“Non sia mai ch’io metta impedimenti al matrimonio
di due anime fedeli; amore non è amore
se muta quando nell’altro scorge mutamenti,
o se tende a recedere quando l’altro si allontana.
Oh, no! Esso è termine fisso
che domina le tempeste e non vacilla mai;
esso è la stella di ogni sperduta barca,
il cui potere è ignoto, pur se ne misuriamo l’elevatezza.
Amore non soggiace al Tempo, anche se labbra
e rosee guance cadranno sotto la sua arcuata falce.
Amore non muta in brevi ore e settimane,
ma impavido resiste sino al giorno del Giudizio.
Se questo è errore, e sarà contro me provato,
allora io non ho mai scritto, e mai nessuno amato”
William Shakespeare
Ho vinto qualcosa? Non ho vinto niente
Se riesco a fare shopping anche dal treno 9614 diretto a Milano avvalendomi della potente connessione internet Wifi-Frecciarossa vinco qualcosa? Che so: un caffè comodamente seduta al posto 52, la stretta di mano del capotreno, un autista per 48h in pieno Salone del Mobile, un figo come vicino di seduta??
(per la cronaca: trattasi di una clutch arancione, neon. E di una tee con tanto di palme che pare di essere a Miami. Sul lungomare)
Quando la parità diventa una trappola
Mi è sempre risultato difficile capire il perché certe donne preferiscano combattere al pari degli uomini quando invece Madre Natura (che non a caso appartiene al gentil sesso) ci ha dato la possibilità di farlo, con classe, calzando uno stiletto tacco dodici.
Non mi sono mai capacitata nemmeno del perché certe donne pensino che per far si che le proprie idee vengano ascoltate e valutate alla pari di quelle di un uomo debbano essere esternate usando gli stessi toni. Quelli grevi, acuti e talvolta volgari che son propri dei maschi quando in gruppo si appollaiano davanti ad una Playstation.
E non mi è troppo chiaro nemmeno il motivo per cui io dovrei indossare un paio di pantaloni, sbraitare ad un semaforo, sbattere i piedi e i pugni e improvvisarmi idraulica, imbianchina e all’occorrenza anche meccanica quando se c’è una cosa che so far bene è stendere lo smalto. E comporre numeri di telefono.
E non venite a parlarmi di pari opportunità. E non scomodate le femministe e i loro reggiseni.Che la parità nulla ha a che vedere con l’essere uomo. O donna.
E a me esser donna piace, e da matti. E di aggiustare il rubinetto non mi passa proprio per la testa.
E che “a cercare di essere un uomo si corre il rischio di perdere una donna”. E questa sarebbe la vera sconfitta, per noi.
Come. Quando.
Come quando ti viene voglia di un tatuaggio nuovo.
Come quando canti Gigi Finizio passeggiando per l’ufficio.Senza essere compresa.
Come quando vorresti solo sentire la sabbia sotto i tuoi piedi.
Come quando un po’ la pioggia che sta per arrivare, la aspetti.
Come quando ti accorgi che la saggezza ti ha portato a non iscriverti proprio in palestra, quest’anno.
Come quando partiresti. Ora. Fosse anche solo per andare a cenare in riva al mare.
Come quando riesci a percepire la tua anima al punto di riuscire a sfiorarla.
Come quando pensi che la felicità possa nascondersi in una gonna lunga. In un susseguirsi di inaspettate parole. O in una birra ghiacciata a fine giornata.
Come quando qualcuno ti sorprende. Come quando ti svegli: semplicemente rock.
Come quando cerchi la parola Serendipity su wikipedia. E pensi che quel trovare qualcosa mentre se ne cerca un’altra in fondo sia un po’ il filo conduttore di molte esistenze. La mia compresa.
























